lunedì 1 giugno 2026

Parole e contesto

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi per essere comprese dagli interlocutori ma una volta scritte su un giornale o un libro il lettore le usa come vuole. Le parole vanno contestualizzate e temporalizzate . Il sionismo ad esempio è una bella parola ma divenne subito integralismo ; partendo dalla contestazione della timidezza della resistenza al nazismo gradualmente divenne la parola della violenza preventiva . Pronunciarla come se fossimo nell'800 , con quella tonalità , è irreale. La parola genocidio è invece subito tremenda ; bisognerebbe utilizzarla al plurale e ricordarne spesso la storia. Invece a volte diviene un pretesto , un alibi per altri massacri commessi stavolta dalle vittime. Negare la parola genocidio agli stermini etnici attuali è a mio avviso una oggettiva complicità morale con i carnefici.

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