domenica 19 luglio 2026

Le due straniere , testo

Due straniere musica e terapia si innamorarono musica insegnava a volare terapia a non morire musica si mise il camice bianco terapia prese lezioni di tango e finirono in un circo:- A te pria Ti parea Arte pia Terapia E pirata Pari a te Terapia Rapia te.

Le due straniere AI

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lunedì 1 giugno 2026

Parole e contesto

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi per essere comprese dagli interlocutori ma una volta scritte su un giornale o un libro il lettore le usa come vuole. Le parole vanno contestualizzate e temporalizzate . Il sionismo ad esempio è una bella parola ma divenne subito integralismo ; partendo dalla contestazione della timidezza della resistenza al nazismo gradualmente divenne la parola della violenza preventiva . Pronunciarla come se fossimo nell'800 , con quella tonalità , è irreale. La parola genocidio è invece subito tremenda ; bisognerebbe utilizzarla al plurale e ricordarne spesso la storia. Invece a volte diviene un pretesto , un alibi per altri massacri commessi stavolta dalle vittime. Negare la parola genocidio agli stermini etnici attuali è a mio avviso una oggettiva complicità morale con i carnefici.

Fingersi di sinistra conveniva agli artisti.

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi. Una volta scritte su un giornale divengono bandiere ideologiche. Abbiamo imparato che anche il bene può fare il male e viceversa e che le parole vanno contestualizzate , temporalizzate , spiegate , modificate. Il sionismo , bella parola , divenne subito terrorismo ; i sionisti dissero basta alla inazione degli ebrei nei campi e divennero il contrario , fino alla violenza preventiva . Pronunciarla ( come fa Erri De Luca ) come se fossimo nell'800 è una sorta di terrorismo verbale. La parola genocidio ( zuccherata da Erri ) per me è una forma di grido non violento che smaschera il terrorismo di un Israele attualmente catastrofico ( ricordiamoci che storicamente per rinforzarsi accolse anche tutti i malviventi del mondo garantendogli salvezza giuridica ) . Negare la parola genocidio è la stessa operazione ; collegarla solo al contesto dell'olocausto.

Il principe cannone

De Gregori è magnifico anche nella distrazione tipica dei poeti ; non ricorda quando concesse di utilizzare " La storia siamo noi " per una storica campagna elettorale perduta. Poi sconfessò la destra per aver utilizzato il brano "W l'Italia". In verità non ha mai sopportato i fans e le interviste , si sa , fino a cantare di aver deluso una persona che lo aveva riconosciuto per strada negando di essere se stesso. Ha fatto una bella canzone antifascista con De André , ma forse non la ricorda. Non gli si può chiedere certamente di cantare contro gli omicidi di Minneapolis ; non è il suo stile , ma di non attaccare chi lo fa in quel contesto semplicemente per difendere i diritti si. I poeti che strane creature , meglio che rispondano alle domande in versi.

Erri

Erri è una cara persona colta e politicamente esperta e conosce alla perfezione il peso delle parole nei contesti , la forza ed i rischi delle stesse . Le frasi sul sionismo ed il genocidio una cosa è dirle in un convegno un'altra gettarle a vanvera. Non mi sembra cambiato da quando ci donava i suoi poetici interventi a Lotta Continua. Erri sa come usare le parole forti per lasciare il segno del suo intervento , anche trasgressive e inconsuete . Non è cambiato ; poeticamente esprime le sue certezze con una postura saggia e mesta , non discostandosi dall'ipetrofia dell'io dominante . A volte dimentica l'arte di tacere .

Le due straniere , testo

Due straniere musica e terapia si innamorarono musica insegnava a volare terapia a non morire musica si mise il camice bianco terapia prese ...