lunedì 1 giugno 2026

Parole e contesto

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi per essere comprese dagli interlocutori ma una volta scritte su un giornale o un libro il lettore le usa come vuole. Le parole vanno contestualizzate e temporalizzate . Il sionismo ad esempio è una bella parola ma divenne subito integralismo ; partendo dalla contestazione della timidezza della resistenza al nazismo gradualmente divenne la parola della violenza preventiva . Pronunciarla come se fossimo nell'800 , con quella tonalità , è irreale. La parola genocidio è invece subito tremenda ; bisognerebbe utilizzarla al plurale e ricordarne spesso la storia. Invece a volte diviene un pretesto , un alibi per altri massacri commessi stavolta dalle vittime. Negare la parola genocidio agli stermini etnici attuali è a mio avviso una oggettiva complicità morale con i carnefici.

Fingersi di sinistra conveniva agli artisti.

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi. Una volta scritte su un giornale divengono bandiere ideologiche. Abbiamo imparato che anche il bene può fare il male e viceversa e che le parole vanno contestualizzate , temporalizzate , spiegate , modificate. Il sionismo , bella parola , divenne subito terrorismo ; i sionisti dissero basta alla inazione degli ebrei nei campi e divennero il contrario , fino alla violenza preventiva . Pronunciarla ( come fa Erri De Luca ) come se fossimo nell'800 è una sorta di terrorismo verbale. La parola genocidio ( zuccherata da Erri ) per me è una forma di grido non violento che smaschera il terrorismo di un Israele attualmente catastrofico ( ricordiamoci che storicamente per rinforzarsi accolse anche tutti i malviventi del mondo garantendogli salvezza giuridica ) . Negare la parola genocidio è la stessa operazione ; collegarla solo al contesto dell'olocausto.

Il principe cannone

De Gregori è magnifico anche nella distrazione tipica dei poeti ; non ricorda quando concesse di utilizzare " La storia siamo noi " per una storica campagna elettorale perduta. Poi sconfessò la destra per aver utilizzato il brano "W l'Italia". In verità non ha mai sopportato i fans e le interviste , si sa , fino a cantare di aver deluso una persona che lo aveva riconosciuto per strada negando di essere se stesso. Ha fatto una bella canzone antifascista con De André , ma forse non la ricorda. Non gli si può chiedere certamente di cantare contro gli omicidi di Minneapolis ; non è il suo stile , ma di non attaccare chi lo fa in quel contesto semplicemente per difendere i diritti si. I poeti che strane creature , meglio che rispondano alle domande in versi.

Erri

Erri è una cara persona colta e politicamente esperta e conosce alla perfezione il peso delle parole nei contesti , la forza ed i rischi delle stesse . Le frasi sul sionismo ed il genocidio una cosa è dirle in un convegno un'altra gettarle a vanvera. Non mi sembra cambiato da quando ci donava i suoi poetici interventi a Lotta Continua. Erri sa come usare le parole forti per lasciare il segno del suo intervento , anche trasgressive e inconsuete . Non è cambiato ; poeticamente esprime le sue certezze con una postura saggia e mesta , non discostandosi dall'ipetrofia dell'io dominante . A volte dimentica l'arte di tacere .

venerdì 29 maggio 2026

Antonia Bernardini di Maurizio Chiararia.

Antonia Bernardini se chiamava quarantun anni quanno che morì l'hanno sentita tutti che gridava "cor foco no nun fateme morì". Da Tiburtino terzo era venuta pe annà a Santa Maria della Pietà solo perchè na vorta era svenuta e non ciaveva n'omo da sposà. E l'omo da sposà poi l'ha trovato nella persona de un ber bersajè che doppo quarche mese s'è stufato lassannoje da cresce na bebbè. Ar manicomio ogni anno aritornava pe nun vive de troppa libbertà co li dottori se congratulava che sempre la mannavano a chiamà. E da Rebibbia poi l'hanno mannata a Reggio Emilia pe falla curà ma Antonia come matta era segnata e nun ce stava più gnente da fà. Stava a aspettà la fila alla stazione che quarcheduno avanti je passò lei se incazzò ma venne un pizzardone che come tale nun se presentò. Antonia co sta faccia da cojone nun j'annava de stacce a litigà ma quello je voleva da lezzione dall'alto della propria autorità. Ma Antonia nun seguì n'antro consijo e un ber pizzone in faccia j'ammollò quello gridò "non sa cchi sono io" e alla questura presto la portò. La c'era er maggistrato che scriveva e la cartella clinica guardò vide che aveva fatto la galera e ar manicomio Antonia aritornò. Stava nel letto ma de contenzione aveva sete e la sora chiamò e pe riceve un poco d'attenzione er foco cor cerino s'appiccò. E mentre che moriva all'ospedale disse sortanto "er foco quello no" e dopo la perizia der legale la corpa de nessuno segnalò. E poveraccia Antonia Bernardini che pe l'antri ha dovuto da morì pe fa campà li medici assassini e li becchini a falla seppellì.

venerdì 27 marzo 2026

Anna non piangere

Venite qui intorno portate le sedie il suono dei fiumi ci vibra sui piedi ascolta nel vento le piante del canto non senti che il tempo ti sta avvisando la natura intona una nuova canzone Anna non piangere Venite ragazzi dagli occhi traditi e vecchi e bambini dai supermercati famiglie di grigio e di arcobaleno e timidi bulli in cerca di un seno e la folla inseguita dai lupi ululanti Anna non piangere Fermate i cantieri le metro , le mani le borse , le risse le tristi elezioni gettate le maschere le finte risate che esplodono dighe affogano i mari e uscite stanotte battendo le mani Anna non piangere Spostate i rifiuti posate le armi gettatevi a terra che ancora c'è terra suonate al vicino scendete per strada andate a pregare alla fine del mare perchè Dio sta tornando a riprendersi il mondo Anna non piangere Nei camposanti riposa il progresso accanto alla tomba del grande successo e dove il cemento affonda nel prato rinascono i boschi e il fauno incantato e un bambino si spoglia e grida ridendo Anna non piangere.

venerdì 20 marzo 2026

Parole e contesto

Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi per essere comprese dagli interlocutori ma una volta scritte su un giornale o un...