MISUK : Il canzoniere d'uso quotidiano.
Poesia in musica , musica in poesia . Premessa epistemologica :- canzoniere d'uso quotidiano perchè la poesia e l'arte sfondano internet ; ogni giorno una poesia. Misuk :- è il nome d'arte dell'ideatore ; indica con la " misuca " la libertà della composizione sonora ( termine usato da Brecht ). Ogni giorno componiamo lontani da meccanismi commerciali e da regole obsolete. La regola si utilizza durante la composizione e durante la stessa si cambia e rinnova . Uno spazio è "POESIA ORA" !!!!
lunedì 1 giugno 2026
Parole e contesto
Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi per essere comprese dagli interlocutori ma
una volta scritte su un giornale o un libro il lettore le usa come vuole.
Le parole vanno contestualizzate e temporalizzate .
Il sionismo ad esempio è una bella parola ma divenne subito integralismo ; partendo dalla contestazione della timidezza della resistenza al nazismo gradualmente divenne la parola della violenza preventiva .
Pronunciarla come se fossimo nell'800 , con quella tonalità , è irreale.
La parola genocidio è invece subito tremenda ; bisognerebbe utilizzarla al plurale e ricordarne spesso la storia. Invece a volte diviene un pretesto , un alibi per altri massacri commessi stavolta dalle vittime.
Negare la parola genocidio agli stermini etnici attuali è a mio avviso una oggettiva complicità morale con i carnefici.
Fingersi di sinistra conveniva agli artisti.
Le parole parlate e cantate si possono aiutare con i sensi.
Una volta scritte su un giornale divengono bandiere ideologiche.
Abbiamo imparato che anche il bene può fare il male e viceversa e che le parole vanno contestualizzate , temporalizzate , spiegate , modificate.
Il sionismo , bella parola , divenne subito terrorismo ; i sionisti dissero basta alla inazione degli ebrei nei campi e divennero il contrario , fino alla violenza preventiva .
Pronunciarla ( come fa Erri De Luca ) come se fossimo nell'800 è una sorta di terrorismo verbale.
La parola genocidio ( zuccherata da Erri ) per me è una forma di grido non violento che smaschera il terrorismo di un Israele attualmente catastrofico ( ricordiamoci che storicamente per rinforzarsi accolse anche tutti i malviventi del mondo garantendogli salvezza giuridica ) .
Negare la parola genocidio è la stessa operazione ; collegarla solo al contesto dell'olocausto.
Il principe cannone
De Gregori è magnifico anche nella distrazione tipica dei poeti ; non ricorda quando concesse di utilizzare " La storia siamo noi " per una storica campagna elettorale perduta.
Poi sconfessò la destra per aver utilizzato il brano "W l'Italia".
In verità non ha mai sopportato i fans e le interviste , si sa , fino a cantare di aver deluso una persona che lo aveva riconosciuto per strada negando di essere se stesso.
Ha fatto una bella canzone antifascista con De André , ma forse non la ricorda.
Non gli si può chiedere certamente di cantare contro gli omicidi di Minneapolis ; non è il suo stile , ma di non attaccare chi lo fa in quel contesto semplicemente per difendere i diritti si.
I poeti che strane creature , meglio che rispondano alle domande in versi.
Erri
Erri è una cara persona colta e politicamente esperta e conosce alla perfezione il peso delle parole nei contesti , la forza ed i rischi delle stesse .
Le frasi sul sionismo ed il genocidio una cosa è dirle in un convegno un'altra gettarle a vanvera.
Non mi sembra cambiato da quando ci donava i suoi poetici interventi a Lotta Continua.
Erri sa come usare le parole forti per lasciare il segno del suo intervento , anche trasgressive e inconsuete .
Non è cambiato ; poeticamente esprime le sue certezze con una postura saggia e mesta , non discostandosi dall'ipetrofia dell'io dominante .
A volte dimentica l'arte di tacere .
venerdì 29 maggio 2026
Antonia Bernardini di Maurizio Chiararia.
Antonia Bernardini se chiamava
quarantun anni quanno che morì
l'hanno sentita tutti che gridava
"cor foco no nun fateme morì".
Da Tiburtino terzo era venuta
pe annà a Santa Maria della Pietà
solo perchè na vorta era svenuta
e non ciaveva n'omo da sposà.
E l'omo da sposà poi l'ha trovato
nella persona de un ber bersajè
che doppo quarche mese s'è stufato
lassannoje da cresce na bebbè.
Ar manicomio ogni anno aritornava
pe nun vive de troppa libbertà
co li dottori se congratulava
che sempre la mannavano a chiamà.
E da Rebibbia poi l'hanno mannata
a Reggio Emilia pe falla curà
ma Antonia come matta era segnata
e nun ce stava più gnente da fà.
Stava a aspettà la fila alla stazione
che quarcheduno avanti je passò
lei se incazzò ma venne un pizzardone
che come tale nun se presentò.
Antonia co sta faccia da cojone
nun j'annava de stacce a litigà
ma quello je voleva da lezzione
dall'alto della propria autorità.
Ma Antonia nun seguì n'antro consijo
e un ber pizzone in faccia j'ammollò
quello gridò "non sa cchi sono io"
e alla questura presto la portò.
La c'era er maggistrato che scriveva
e la cartella clinica guardò
vide che aveva fatto la galera
e ar manicomio Antonia aritornò.
Stava nel letto ma de contenzione
aveva sete e la sora chiamò
e pe riceve un poco d'attenzione
er foco cor cerino s'appiccò.
E mentre che moriva all'ospedale
disse sortanto "er foco quello no"
e dopo la perizia der legale
la corpa de nessuno segnalò.
E poveraccia Antonia Bernardini
che pe l'antri ha dovuto da morì
pe fa campà li medici assassini
e li becchini a falla seppellì.
venerdì 27 marzo 2026
Anna non piangere
Venite qui intorno
portate le sedie
il suono dei fiumi
ci vibra sui piedi
ascolta nel vento
le piante del canto
non senti che il tempo
ti sta avvisando
la natura intona
una nuova canzone
Anna non piangere
Venite ragazzi
dagli occhi traditi
e vecchi e bambini
dai supermercati
famiglie di grigio
e di arcobaleno
e timidi bulli
in cerca di un seno
e la folla inseguita
dai lupi ululanti
Anna non piangere
Fermate i cantieri
le metro , le mani
le borse , le risse
le tristi elezioni
gettate le maschere
le finte risate
che esplodono dighe
affogano i mari
e uscite stanotte
battendo le mani
Anna non piangere
Spostate i rifiuti
posate le armi
gettatevi a terra
che ancora c'è terra
suonate al vicino
scendete per strada
andate a pregare
alla fine del mare
perchè Dio sta tornando
a riprendersi il mondo
Anna non piangere
Nei camposanti
riposa il progresso
accanto alla tomba
del grande successo
e dove il cemento
affonda nel prato
rinascono i boschi
e il fauno incantato
e un bambino si spoglia
e grida ridendo
Anna non piangere.
venerdì 20 marzo 2026
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